T.A.R. Lombardia, sentenza numero 18 del 08/01/2014

Semaforo Verde
Giurisprudenza codice della strada e circolazione stradale
T.A.R. Lombardia, Sezione terza Milano, sentenza n. 18 del 8 gennaio 2014

Tribunale Amministrativo Regionale Lombardia – Sezione III Milano, Sentenza n. 18 del 08/01/2014
Circolazione Stradale – Art. 128, 218 e 222 del Codice della Strada – Incidente stradale con esito mortale – Revisione della patente di guida – E’ sempre disposta la revisione della patente di guida quando il titolare è coinvolto in un incidente stradale con danni a persone ed una delle violazioni al medesimo contestate comporta la pena accessoria della sospensione del documento di guida.

FATTO E DIRITTO

1. Il ricorrente impugna il provvedimento con il quale è stato disposta la revisione della patente a seguito di incidente mortale cagionato dal ricorrente. Contro il suddetto atto il ricorrente ha proposto i seguenti motivi di ricorso.

I) Eccesso di potere in quanto le modalità con le quali l’incidente è stato cagionato dal ricorrente non sarebbero di tale gravità da dimostrare che la sua condotta potrebbe in futuro essere lesiva della sicurezza stradale.

II) Difetto di comunicazione di avvio del procedimento.

La difesa dello Stato ha chiesto la reiezione del ricorso.

All’udienza del 19 novembre 2013 la causa è stata trattenuta dal Collegio per la decisione.

2. Il ricorso è infondato.

Come chiarito dalla giurisprudenza il potere di disporre la revisione della patente di guida in caso di incidente stradale non ha natura sanzionatoria e non presuppone l’accertamento di responsabilità in capo al conducente del veicolo, essendo, piuttosto, volto a tutelare la sicurezza della circolazione stradale attraverso il controllo della perdurante idoneità alla guida del conducente della vettura coinvolta nel sinistro (T.A.R. Toscana, II, 22.11.2001,n. l595; T.A.R. Lazio, III-ter, 22.12.2000, n. l2774).

La revisione della patente di guida è sempre disposta, in base all’art. 128 C.d.S., quando ad un soggetto siano contestate violazioni che comportano la pena accessoria della sospensione della patente di guida, ma ciò solo quando il soggetto medesimo sia stato coinvolto in un incidente stradale da cui siano conseguiti danni alle persone o fosse minorenne al momento del fatto (art. 128 comma 1 ter e quater). Sono inoltre sottoposti di diritto a revisione della patente solo soggetti che risultino già affetti da patologie o destinatari di misure ai sensi del D.P.R. 309/90 (art. 128 comma 1 bis e 1 quinquies). Fuori da tali casi la revisione è disposta quando sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti di idoneità fisica, psichica e tecnica del titolare della patente.

Nel caso in questione risulta adottata la pena accessoria della sospensione della patente di guida e dall’incidente è derivato il decesso di una persona. In merito la giurisprudenza (TAR Calabria, Reggio Calabria, 25/06/2012 n. 452) ha chiarito che la revisione della patente ex art. 128 comma 1 del dlgs 285/92, proprio in ragione della sua natura meramente cautelativa e non sanzionatoria, può essere legittimamente disposta dall’Autorità anche in presenza di un singolo sinistro autostradale connotato da gravi conseguenze, quale il decesso di uno degli automobilisti coinvolti (sulla sufficienza anche di un solo episodio a giustificare il provvedimento, cfr. T.A.R. Bologna sez. I, 28 marzo 2011, n. 284, Consiglio Stato sez. VI, 18 marzo 2011, n. 1669), in tutti quei casi in cui (come nella odierna fattispecie) la rilevanza delle conseguenze dell’incidente costituisce un evidente presupposto motivazionale, non illogico, né irrazionale.

Ne caso in questione infatti è stato contestato al ricorrente che il fatto si è verificato in prossimità di intersezione e quindi con obbligo di rallentare, su strada priva di attraversamento pedonale, con investimento di un pedone che aveva già impegnato la strada e procedeva da sinistra a destra e, di conseguenza, visibile.

Tale motivazione non risulta al Collegio manifestamente irragionevole o illogica in quanto si tratta di fatti che comunque possono destare allarme in merito alle capacità e condizioni con le quali l’automobilista svolge la sua attività di guida.

Anche il secondo motivo di ricorso è infondato in quanto agli atti risulta depositata una comunicazione di avvio del procedimento in data 3 novembre 2008.

In definitiva quindi il ricorso va respinto.

Sussistono giustificati motivi per disporre la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo respinge.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Milano nella camera di consiglio del giorno 19 novembre 2013 con l’intervento dei magistrati:

A. L., Presidente
E. Q., Consigliere
A. D. M., Primo Referendario, Estensore

Depositata in segreteria il 8 gennaio 2014.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *