Consiglio di Stato, sentenza numero 2291 del 05/05/2014

Semaforo Verde
Giurisprudenza codice della strada e circolazione stradale
Consiglio di Stato, Sezione terza, sentenza n. 2291 del 5 maggio 2014

Consiglio di Stato – Sezione III, Sentenza n. 2291 del 05/05/2014
Circolazione Stradale – Artt. 120, 130 e 219 del Codice della Strada – Revoca della patente di guida – Misure di prevenzione personali – Avviso orale – Il mero avviso orale non accompagnato dalle ulteriori prescrizioni, previste dalla legge solo come eventuali a discrezione delle autorità di pubblica, sicurezza, non può essere considerato di per sé una misura di prevenzione, e non dà luogo all’applicazione dell’art. 120 del Codice della Strada poiché consiste solo nell’intimazione di tenere, come per tutti i cittadini, una condotta conforme alla legge.

FATTO E DIRITTO

1. L’appellato, già ricorrente in primo grado, è stato destinatario di un provvedimento di revoca della patente di guida, ai sensi dell’art. 120 del Codice della Strada, emesso sul presupposto che l’interessato aveva ricevuto un “avviso orale”, ai sensi degli artt. 1, c. 1, e 3 della legge n. 1423/1956 (ora art. 3, c.4, del D.Lgs. n. 159/2011), per una serie di precedenti deferimenti all’Autorità giudiziaria e per essere stato sottoposto a una misura cautelare nel 2010 per ripetuta cessione di stupefacenti.

L’interessato ha proposto ricorso al T.A.R. Emilia Romagna – Sezione staccata di (OMISSIS) – Sezione I, che è stato respinto, con condanna alle spese, con sentenza breve n. 269/2013.

2. Il Ministero dell’Interno e l’U.T.G. – Prefettura di Reggio Emilia si sono costituiti con mero atto formale dell’Avvocatura generale dello Stato depositato il 4 aprile 2014.

3. L’interessato ha proposto ora appello a questo Consiglio e in occasione della trattazione della domanda cautelare nella camera di consiglio del 15 aprile 2014, il Collegio ha ravvisato i presupposti per la definizione immediata della controversia ai sensi dell’art. 60 c.p.c., previo avviso alle parti presenti.

Nel merito, appare prioritaria ed assorbente la questione se l’”avviso orale” di cui alla legge n. 1423/1956 (ora art. 3 del D.Lgs. n. 159/2011) rientri fra le misure di prevenzione personali, le quali costituiscono presupposto per l’applicazione dell’art. 120 del Codice della Strada.

A riguardo la Sezione intende conformarsi all’orientamento espresso dallo stesso Collegio riguardo ad analoga fattispecie con sentenza n. 722 del 30 gennaio 2014, depositata il 14 febbraio 2014, che ha riformato analoga pronuncia dello stesso T.A.R., e a quelle argomentazioni si fa richiamo, anche per esigenze di economia processuale.

E’ stato invero evidenziato che nella sistematica della legge n. 1423/1956 come modificata dalla legge n. 327/1988 (che era quella vigente all’epoca della formulazione dell’art. 120 del Codice della Strada nel testo attuale, per il profilo che qui interessa) emerge in modo chiaro che il mero avviso orale non si configura come una “misura di prevenzione” bensì come un antecedente necessario dell’applicazione delle misure di prevenzione propriamente dette ex artt. 3 e 4 sempre della legge n. 1423/1956, secondo i quali le misure di prevenzione ivi previste si applicano qualora, dopo l’avviso orale, il soggetto abbia perseverato nelle sue condotte riprovevoli.

In effetti, si è rilevato che le misure di sicurezza impongono vincoli di fare e di non fare che limitano in qualche modo la libertà personale e in particolare privano della facoltà di tenere comportamenti che altrimenti sarebbero leciti; al contrario il semplice avviso orale – ossia, come nella fattispecie, quello non accompagnato dalle eventuali prescrizioni ai sensi dell’art. 3, c. 4, D.Lgs. n. 159/2011- non comporta alcun vincolo consistendo soltanto nella intimazione di tenere, come per tutti i cittadini, “una condotta conforme alla legge”.

Si soggiunge che la revoca della patente, oltre a costituire una sanzione non esplicitamente prescritta per la fattispecie, non consente di certo né agevola la imposta “condotta conforme alla legge”.

In conclusione, l’avviso orale non accompagnato dalle ulteriori prescrizioni (previste dalla legge solo come eventuali a discrezione delle autorità di p.s.) non può essere considerato di per sé una “misura di prevenzione” e non dà luogo all’applicazione dell’art. 120 del Codice della Strada.

4. Per le considerazioni che precedono l’appello deve essere accolto, con annullamento del provvedimento impugnato in primo grado.

La presente decisione non preclude all’Autorità amministrativa di disporre la revoca, la revisione o la sospensione della patente di guida dell’interessato, per qualsivoglia altra ragione diversa da quella qui considerata.

5. Tenuto conto della particolarità della fattispecie si dispone la compensazione delle spese dei due gradi di giudizio.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione terza)
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, in riforma della sentenza impugnata, accoglie il ricorso di primo grado.

Spese dei due gradi compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 15 aprile 2014 con l’intervento dei magistrati:
G. P. C., Presidente
V. S., Consigliere, Estensore
A. D.U., Consigliere
R. C., Consigliere
H. S., Consigliere

Depositata in segreteria il 5 maggio 2014.

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