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 Cassazione Penale, sentenza numero 7382 del 24/02/2012 Riduci

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Giurisprudenza codice della strada e circolazione stradale
Cassazione Penale, Sezione quarta, sentenza n. 7382 del 24 febbraio 2012

 

Corte di Cassazione Penale - Sezione IV, Sentenza n. 7382 del 24/02/2012
Circolazione Stradale - Art. 129, 186, 218 e 222 del Codice della Strada - Guida sotto l'influenza dell'alcool - Patteggiamento - Periodo di sospensione della patente di guida - Diminuzione - Durata - La diminuzione fino ad un terzo della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, prevista dall'art. 222 C.d.S., comma 2 bis, deve ritenersi limitata, nel caso di patteggiamento, al solo reato di omicidio colposo commesso in violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale e non in caso di patteggiamento per il reato di lesioni personali colpose commesso in violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale.

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO E MOTIVI DELLA DECISIONE

Con la sentenza indicata in epigrafe il Tribunale di (OMISSIS) applicava a L. G. la pena concordata tra le parti e ritenuta di giustizia, per il reato di guida in stato di ebbrezza di cui all'art. 186 C.d.S., comma 2, lett. c), commesso il (OMISSIS), disponendo la sospensione della patente di guida del L. per la durata di mesi due (muovendo da una durata di mesi tre ed operando la diminuzione di un terzo per come specificato in motivazione).

Avverso tale decisione ha proposto ricorso per Cassazione il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di (OMISSIS) il quale ha dedotto violazione di legge sotto il profilo della durata illegale del periodo di sospensione della patente di guida posto che, in relazione al reato addebitato al L. ed alla data della sua commissione, la durata minima della sospensione della patente di guida era di un anno (da 1 a 2 anni).

Il ricorso è fondato.

Ha invero errato il Tribunale nel determinare la durata della sospensione della patente di guida del L., posto che - in conseguenza delle novelle del 2007, del 2008 e del 2009 - all'epoca del fatto commesso dal L. stesso era prevista, per l'ipotesi di cui alla fascia c) dell'art. 186 C.d.S., comma 2, una forbice edittale di sospensione della patente di guida da un minimo di un anno ad un massimo di due anni (durata raddoppiata nel caso di appartenenza del veicolo a persona estranea al reato, come da disposizione introdotta con la L. 15 luglio 2009, n. 94, art. 3, comma 45, c.d. "Nuovo pacchetto sicurezza", già in vigore al momento del fatto contestato al L.).

Avendo il Tribunale nel caso in esame applicato la diminuzione di un terzo per la determinazione della durata della sospensione della patente in relazione al reato di guida in stato di ebbrezza, mette poi conto sottolineare che la diminuzione fino ad un terzo della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, prevista dall'art. 222 C.d.S., comma 2 bis, ad avviso del Collegio deve ritenersi limitata, nel caso di patteggiamento, al solo reato di omicidio colposo commesso in violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale. Ne deriva che la riduzione premiale "de qua" non può, dunque, trovare applicazione nemmeno - come invece affermato da questa Corte in alcune occasioni (Sez. 5, n. 36352 del 13/07/2011 Cc. - dep. 06/10/2011 - Rv. 251204; Sez. 4, n. 41810 dei 03/07/2009 Ud. - dep. 30/10/2009 - Rv. 245451) - al caso di patteggiamento per il reato di lesioni personali colpose commesso in violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale.

Ed invero, l'originario testo del D.Lgs. n. 285 del 1992, art. 222, comma 2, prevedeva, in caso di omicidio colposo con violazione delle norme del codice della strada, la sospensione della patente di guida da due mesi ad un anno; la L. n. 101 del 2006 ha modificato la durata della sanzione accessoria, per tale reato, non stabilendo un minimo ed elevando il massimo a quattro anni. La citata legge ha inoltre introdotto, all'art. 222, il comma 2 bis che prevede la diminuzione sino ad un terzo, in caso di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p., della "sanzione amministrativa accessoria della patente fino a quattro anni". Orbene, il testo normativo appare chiaro nell'indicare che tale innovazione non si applica in relazione alle diverse disposizioni in punto di entità della sanzione: pertanto, con la nuova disciplina, il legislatore ha inteso introdurre, per l'ipotesi di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p., una previsione di diminuzione limitatamente alla sanzione accessoria di entità maggiorata in esito alla modifica legislativa, vale a dire quella riferibile, appunto, al solo reato di omicidio colposo (si vedano in tal senso: Sez. 4, n. 10488/11, non massimata; Sez. 4, n. 10668/11, non massimata).

L'impugnata sentenza deve essere quindi annullata, nei sensi sopra indicati, con rinvio, sul punto, al Tribunale di (OMISSIS).

P.Q.M.

[La Corte] Annulla la sentenza impugnata limitatamente alla durata della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida e rinvia sul punto al Tribunale di (OMISSIS).

Così deciso in Roma, nella camera di consiglio, il 12 gennaio 2012.
Depositato in Cancelleria il 24 febbraio 2012.

 

 


 Sezione curata da: Salvatore Palumbo, Claudio Molteni e Alberto Gardina.

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